martedì 18 giugno 2013

Andiamo a casa, ma prima la messa

Eccoci qui, domenica 9 giugno, vieni a casa con noi.
Prima dobbiamo andare a messa, ma va bene, poi si va.....
Preparo con cura il vestitino, sperando che vada bene...

Il sermone dura dalle 9 alle 11.30, con canti  e balli ma anche la benedizione per la nostra nuova famiglia.
Ancora molto spaventata sul per sempre di questa cosa, aggrappata alle braccia di Bruno, alla fine piango per tutta la messa.
Ehi ma c'è anche la foto ufficiale....
Che paura in questi occhi mia Stellina.....
La tua migliore amichetta, che si è presa cura di te, accanto a te.


Procediamo....

Un pochetto piu' sereni ci presentiamo al cancello e si può quasi dire che lei un po' ci stia aspettando....
Anche oggi abbiamo deciso di fare il giretto nel mondo, ma prima vogliamo dedicarci alla scoperta dell'altalena....(Sei pure caduta insieme a papa...ma che pirla!!!)
Anche questa cosa nuova, terrore negli occhi, panico, frigni. oddio ma che cosa ha fatto sta bimba fino a ad oggi? Di certo si è occupata di sopravvivere seguendo in modo ligio le istruzioni delle tate.
Come un piccolo soldatino agisce nel suo mondo in modo automatico: non c'è da stupirsi se per lei baci e carezze non siano cosa nota. Ma ancora di piu' cio' che appare chiaro, anche se non so se è vero, per lei nulla significano.
Sono molto spaventata, che universo di dolore si presenta di fronte a me?
Per fortuna mi vengono in aiuto le parole di Siri e di tanti altri, e soprattutto incontro Carol, con cui mi permetto l'ennesima caragnata. Serve tempo, solo tempo.
Per fortuna il Brunetto riesce sempre a calmarmi, ma siamo sicuramanete tutte e due distrutti.
Non vediamo l'ora di poterla portare via, bando alle teorizzazioni di prima della partenza che ci portavano a credere che era giuso per lei stare li per abituarsi piano a noi.
E con questi sentimenti nel cuore, le notti praticamente insonni, coccolati da Alessia, ci avviciniamo al giorno in cui verrai con noi a casa.



La prima parola: giallo







Il terzo giorno: il mondo fuori

Armati di tanta fiducia dopo lavaggio del cervello di Alessia, ci presentiamo con cappellino e fascia: oggi si esce.
Stare li dentro non è semplice per noi e non riusciamo a creare un rapporto esclusivo, quindi grande decisione: gitone al Nakumat, leggi centro commerciale.
Prima palloncino per rompere il ghiaccio.... e poi si parte.
 

Abbiamo anche portato le nuovo scarpine, che poi si rileveleranno delle pinne, e dei nuovi vestitini.

Stella assorbe tutto, scruta tutto e ballonzola sul mio fianco; tutto per lei è nuovo e me ne rendo perfettamente conto. I suoi occhi hanno raramente visto fuori, il cosiddetto mondo...
Appiccicata a me come una cozza, credo che stia incominciando a sentirsi un' po' protetta ed osa guardare cio' che c'e': tutto per lei è magica scoperta. Passiamo l'intera mattina  e maggior parte del pomeriggio al Java,tipo Mac Donalds americano, dove Stella si pappa un hamburgher.
Inutile dire che la sera, la piccola non voleva lasciarci andare..... al che ti chiedi tante cose....ma allora basta un Hamburgher ??????? Oddio.......

Il secondo giorno: baba Bruno

Tutti motivati ed in seguito ai suggerimenti di Alessia, ci presentiamo con bicchierino anti goccia fuxia e i senfiterni  palloncini. Le assistenti sociali avevano detto di portare biscotti e caramelle, ma noi ci siamo rifiutati, Prenderti con il cibo no, non ce la faccio davvero.
Fatto sta che la piccolina appena ci vede scappa ed ecco che mi parte la prima caragnata epica.....
Ma dico come fai a rifiutarmi cosi? Per fortuna poi mi sono ripresa ricordando chi è la bambina vera ed abbiamo ricominciato.
Il palloncino ha avuto finalmente il suo successo ma anche il bicchierino fucsia non è stato da meno!!!
Ci aspettava la visita medica...si perche' devi firmare che ti danno un bimbo sano....
Andiamo alla ricerca di un abito che vada bene, dice l'assietnte sociale. Ma manacano le scarpine:
ed ecco che compaiono le scarpette di Rebecca....

Bella responsabilità per dei neo genitori, portarla dai nemici con il camice bianco.
Beh meno peggio del previsto, perche' la cucciolotta quando le hanno bucato il ditino per il test del sangue, si è aggrappata come un cozza. Io ero contenta
Il che ha del tremendo, che alternative aveva? Anche una mzungu andava bene pur di proteggersi dal persecutore con il camice bianco.....

Ah...non è mancata la pipi nella reception del dottore, che tutto sommato abbiamo anche gestito bene, essendo il primo pannolino che mettevo nella mia vita.
Pomeriggio, nanna e giochi con il palloncino...bene le piace.





Lasciamo la casa delle tate con il cuore un po' piu' caldo, oggi per lo meno ci ha considerato e ha scoperto l'esistenza di un mzungo con la barba, leggi papà Bruno.

domenica 16 giugno 2013

Bando alle ciance, eccoti qui (4 giugno 2013)

La prima volta che ti ho visto mi sei apparsa in un quadratino di una finestra, protagonisti i tuoi occhioni schivi. Camminavi lentamente, barcollando, quasi trascinata dalla mano della direttrice.
Compari alla porta e li ti fermi; i tuoi piedi pacicci (Mari?) erano ficcati in infradito blu e strabordavano, cosi come il tuo panciottone, dall'abito da principessa che ti hanno fatto indossare.
Avevi paura di noi, questo era molto evidente e anche noi eravamo belli imbranati.
Ci guardavamo increduli non sapendo bene che fare, ma non ti risultavano di nessun interesse: volevi andare via.
I palloncini sono serviti a ben poco, giustamente mica ti sei fatta comprare per cosi' poco....
Come stavamo noi non si sa bene, ci avevano detto di non aspettarci una manifestazione di interesse, ma cosi' era davvero un devasto.
Meno male che in viaggio mi ero sparata il libro di Sooner, della Lucia, che mi aveva un attimo chiarito (ammesso che sia possibile) i sentimenti di una piccola bimba in circostanze paticolari.
In quache modo siamo arrivati nella sala giochi (???), tu sempre guardinga, assente ed annoiata.
Gli altri bimbi? abbiamo cercato di non guardarli......




Mi voltavi anche le spalle, quindi ecco come ti ho dato la prima pappa. Sembro una stupidotta, ti tratto come una infante.....











Alla fine del primo giorno questa foto è cio che abbiamo attenuto, una bimba con il terrrore che si aggrappa ad una sconosciuta; una adulta che sta per divenatare mamma...del papà nulla si sa perchè non lo guardi.
In qualche modo pero' ti sei addormentata....e noi siam scappati via.....

Arrivo a Nairobi, omaggio ad Alessia e Paolo

Ad aspettarci a Nairobi, i nostri amici Paola ed Alessia, con la loro famiglia estesa: Jonathan, Emanuele ed Hennenke Mora. Che dire? ci hanno trovato la casa, hanno sopportato tutte le nostre razionalizazzioni, ci hanno trovato la ragazza per le pulizie e ci hanno dato tutti gli agganci qui: dall'uomo dell'acqua al negozio della Chicco, fino alla gita fuori porta.
Ma soprattutto ci hanno ascoltato senza giudizio nelle serate al rientro della casa delle tate, senza di loro sarebbe stato ancora più diffcile. Hanno detto le cose giuste che sapevano aiuatarci nel momento giusto. GRAZIE ragazzi, godetevi il vostro rientro!
Foto parziale, mancano Paolo ed Emanuele, ma arrivano piu' avanti........

Prima della partenza

Non si puo' dire che fossimo pronti, chi lo sarebbe stato?
Per fortuna il tempo ci ha graziato ed abbiamo potuto goderci l'ultima serata in giardino, nel magnifico verde di Gornate in compagnia dei nostri cagnoni.
Mai prima di allora mi sono sera conto di quanto casa fosse davvero casa, la sua pace, il mio centro.

I sentimenti erano molti, la voglia era anche quella di non partire, o forse di arrivare il prima possibile.
Comunque ho fotograto l'ultima cena a casa in giradino, visto che quando ritorneremo sara' pieno inverno.

  



Al mattino dopo, ore quattro, lo strazio dei saluti con i bimbi pelosi, quanto li amo. Loro sapevano tutto oramai da tempo. Igor era in lutto almeno da una settimana e la Vanny, da brava isterica, non dava molto a vedere, ma io e lei sapevamo. Insomma arriviamo un po' tardi all'aereporto.
E li un mega sorpresone, son venute "le comari" a buttrami sull'aereo, come promesso del resto circa sette anni fa. Per chi non volesse crederci abbiao anche la foto che lo documenta.